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Prime Esperienze

La Troia nata dai fumetti porno


di Stefyxtutti
09.04.2026    |    242    |    1 8.7
"Volevo essere la troia al centro, quella che veniva usata da tutti, sborrata in bocca e nel culo, costretta a ingoiare tutto come una vera cagna senza ritegno..."
Tutto è iniziato nei primi anni 80 quando ero ancora molto piccolo. Avevo trovato dei fumetti porno lungo una strada di campagna che costeggiava una riserva militare. Ogni due o tre giorni passavo lungo quella strada e raccoglievo le riviste porno che i militari gettavano dopo averle schizzate di sborra. Quelle pagine disegnate mi hanno cambiato per sempre.
Le donne erano bellissime: corpi sinuosi, tette grandi e sode, culi alti e rotondi, bocche rosse semiaperte, sguardi persi tra piacere e vergogna. Non erano donne normali. Erano troie depravate. Venivano scopate da gruppi di uomini, usate senza pietà, umiliate in ogni modo possibile. Quello che mi faceva impazzire di più erano proprio le scene di gangbang: tante mani che le toccavano, cazzi che le riempivano da tutte le parti, sborra a fiumi che gli colava in bocca e che loro ingoiavano avidamente, sorsata dopo sorsata, mentre altri le sfondavano il culo riempiendolo di sperma caldo fino a farlo traboccare.
Non mi immedesimavo negli uomini che le scopavano. Mi immedesimavo in loro.
Da bambino chiudevo la porta della mia stanza, sfogliavo quelle pagine con le mani che tremavano e mi vedevo al loro posto: io con quel corpo da femmina, io in ginocchio circondata da cazzi, io con la bocca spalancata che prendeva un cazzo dopo l’altro, io che ingoiavo fiotti densi e caldi di sborra mentre altri mi inculavano forte, riempiendomi il culo fino a farlo gocciolare. Immaginavo la sensazione di avere la gola piena, di deglutire tutto senza perderne una goccia, di sentire lo sperma caldo che mi colava dentro il culo mentre altri uomini ridevano e mi chiamavano puttana.
Quelle immagini mi eccitavano in un modo che non capivo ancora. Sentivo caldo tra le gambe, il cazzetto piccolo che diventava duro, e già allora iniziavo a toccarmi piano mentre mi immaginavo come una di quelle donne depravate. Non volevo essere uno degli uomini del gruppo. Volevo essere la troia al centro, quella che veniva usata da tutti, sborrata in bocca e nel culo, costretta a ingoiare tutto come una vera cagna senza ritegno.
Con il tempo quel sentimento è cresciuto. Man mano che diventavo più grande, quei fumetti non erano più solo disegni: erano il mio specchio segreto. Ho iniziato a sognare di vestirmi da donna, di depilarmi tutto, di mettermi il rossetto rosso puttanesco, le calze a rete, la minigonna corta e la gabbietta rosa al cazzetto inutile. Volevo sentirmi esattamente come quelle donne: elegante fuori, ma dentro una baldracca depravata pronta a inginocchiarsi davanti a un gruppo di uomini, a succhiare fino a farsi riempire la bocca di sborra e a farsi sfondare il culo da più cazzi contemporaneamente, ingoiando tutto con gratitudine da troia.
E così è successo. Sono diventata quella troia.
Oggi mi vesto da puttana, mi trucco da baldracca, mi metto la parrucca e vado nei posti da cruising, nelle glory hole, sulle spiaggette nascoste. Mi faccio usare esattamente come sognavo da piccolo: circondata da cazzi, con la bocca piena mentre mi inculano, ingoiando sborra a fiumi e sentendola colare anche dal culo aperto. Ogni volta che un uomo mi sborra in gola e io deglutisco tutto, ogni volta che sento il culo riempirsi di sperma caldo mentre altri mi insultano, sento che sto vivendo quello che sognavo guardando quelle pagine.
Quei fumetti porno non mi hanno solo eccitato. Mi hanno mostrato chi ero davvero: una puttana innata, una femmina sottomessa nata per essere degradata, usata e umiliata da gruppi di uomini. Hanno fatto emergere la troia che era già dentro di me, l’hanno nutrita con immagini di gangbang, sborra in bocca da ingoiare e culo riempito fino a scoppiare, fino a trasformarmi nella baldracca senza ritegno che sono oggi.
Ora sono esattamente quello che quelle donne disegnate rappresentavano: una troia che adora stare al centro di un cerchio di cazzi, ingoiare sborra calda e sentirsi il culo pieno e gocciolante, ridotta a un semplice oggetto da piacere per uomini sconosciuti.
Hai letto la mia confessione?
Dimmi la verità: secondo te, oltre a essere una puttana innata, questi fumetti porno possono aver aiutato a far emergere la troia sottomessa, depravata e umiliata che è dentro di me?
O pensi che sarei diventata così in ogni caso, e i fumetti sono stati solo il primo specchio che mi ha mostrato quello che già ero?
Aspetto la tua risposta sincera, senza filtri.
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